La sedicesima edizione della 24 Ore di Briscola in 5 è stata uno spettacolo di altissimo livello, tra le più intense. Il parterre iniziale a detta degli esperti è stato il più alto di sempre, i posti per iscriversi a ruba. Alla fine il campo ha parlato e molte mani resteranno negli annali grazie anche ad un epilogo tensivo punto a punto.
Il momento storico di Simone Stagnitta: alla quindicesima partecipazione, dopo aver creato il torneo nel 2010 e rincorso il titolo per quindici edizioni, finalmente lo vince. E lo fa proprio nell’anno in cui non voleva neanche partecipare.
È il 13 agosto 2025, ore 12:00. Tutto è pronto. La NBL cala a sorpresa una novità assoluta: un software mai annunciato prima, molto più potente, capace di analizzare partite, mani e statistiche sia classiche sia avanzate, con un ordine di risoluzione inedito. Per la prima volta nella storia, i dati statistici di livello avanzato arrivano in tempo reale durante la gara.
Dopo un’ora il punteggio è in perfetto equilibrio. Nessuno prende il largo. A tentare la fuga è UNO DONNA, DUE DANNI, con il capitano Simone Berizia che entrerà in campo più tardi, schierando Soraya Savoca e Sergio Barone, al rientro tanto atteso. Ma la svolta attesa non arriva: crollano GLI ASTRI VINCENTI del capitano Giuseppe Barone, che schiera un Daniel Nicotra spaesato in diverse fasi. Si riprenderà solo nelle ultime due ore con un parziale meno negativo del previsto, grazie anche al rientro di Gaetano Savoca, consegnando la partita a Giuseppe in condizioni non del tutto ottimali. A metà gara, mossa decisiva degli IGNOTI3: Simone Stagnitta subentra a Giovanni Nastasi, che aveva iniziato con Andrea Sgroi mantenendo la squadra attorno allo zero.
Simone entra con la squadra esattamente a -60 dai primi, ma in 15 mani firma una rimonta clamorosa e il conseguente sorpasso. A Simone bastano 14 mani, con una media di 4,2 punti a mano rosicchiati a I TEMERARI, Simone si prende la scena in una delle sue migliori performance in questo torneo.
Fino a quel momento la fuga era dei I TEMERARI, trascinati da un Franco Coletta devastante, che resterà il migliore in campo. Ma l’ingresso di Francesco Vecchio cambia l’inerzia: prestazione disastrosa, gestione sbagliata e poca grinta. Simone ne approfitta, fiuta le difficoltà e ci si butta a capofitto, ricuce e passa avanti. Poi lascia il posto a Sgroi, che gestisce la fase di stasi, mentre all’alba è di nuovo Nastasi a tenere il vantaggio. La corsa al titolo diventa un affare tra IGNOTI3 e I TEMERARI. Più staccati, ma in risalita, i BRISCKIDI-BOPPI di Arturo Di Bartolo, costretto a entrare solo nella seconda fase. Il suo impatto è immediato: recupera tanti punti e a tre quarti di gara agguanta il secondo posto, contendendolo ai Temerari.
La notte però ha consegnato momenti di tensione, con Giancarlo Stagnitta, campione del mondo in carica, uscito definitivamente dalla partita sconsolato. Alta è la sua frustrazione a fine gara, per una partita tignosa segnata da momenti sfortunati. Deludente il punteggio finale di Sergio Barone che, nonostante le attese e le premesse ha trovato avversari tosti e Sergio non è riuscito ad imporre la sua ferocia nel lungo periodo. Garantisce la sua solita prestazione Daniele Raiti nelle ore notturne, frustrato poi in mattinata non riesce a rimontare sulla squadra in testa. Nonostante non fosse capitano ha mosso lui le redini della squadra, amministrando turni e strategie.
Giuseppe Barone entra in campo esattamente a metà gara per la sua GLI ASTRI VINCENTI. Non pensava di certo di dover prendere il timone in mano con una situazione gravosa di risultato. Le prime ore di Daniel hanno scoraggiato l’ambiente. Il tentativo di rimonta per il sei volte campione della competizione si è infranto e questa per lui, con un personale in negativo, sarà una delle sue peggiori prestazioni nella storia de La 24 Ore. Nella sua squadra bene Gaetano Savoca che chiude in positivo, senza però trovare i punti necessari per riappianare il vuoto scavato da Francesco Vecchio.
Mancano due ore, tutti i capitani sono in campo. Andrea Sgroi prende il turno finale per gli IGNOTI3 che con Simone aveva svolto una mattinata di controllo, tranne poi crollare nell’ultima ora. Simone perde una ventina di punti e la situazione per il titolo si riapre. Andrea comunque parte bene e allunga, ma poi arriva la fiammata dei BRISCKIDI-BOPPI e il ritorno dei TEMERARI. Un cappotto, due chiamate a 91 di Franco Coletta e la situazione si ribalta: i TEMERARI passano davanti per la prima volta dalla mezzanotte. Andrea Sgroi reagisce, conquista una chiamata a quattro mani dalla fine e accorcia. Un’altra chiamata subito dopo: sorpasso decisivo, +4 a tre mani dalla fine. Ma nella terzultima mano, da compagno, subisce un colpo che riporta la parità. Dopo 24 ore, IGNOTI3 e TEMERARI sono appaiati.
Penultima mano: Andrea Sgroi, ancora da compagno, vince e porta a casa i quattro punti che lo riportano avanti. Ultima mano: Franco Coletta ha le carte per chiamare, ma di fronte trova Simone Berizia con una chiamata clamorosa. L’asta parte da 81, sale a 91 e Coletta rilancia fino a 94, per poi cedere, consapevole di aver perso un’occasione pesante. Le carte di Andrea Sgroi sono un rebus: Cavallo di Spade secco o Asso di Mazze secco. La carta chiamata designata è il Cavallo di spade. Andrea, con freddezza, scarta proprio il Cavallo: il compagno sarà così Giuseppe Barone, IGNOTI 3 campioni!

Per Simone Stagnitta è il primo titolo nella 24 Ore, proprio lui che un anno fa aveva annunciato il ritiro dalla competizione per poi fare marcia indietro a pochi giorni dall’iscrizione. Per Andrea Sgroi il secondo in tre anni. Giovanni Nastasi festeggia il quarto trionfo personale. Franco Coletta è miglior giocatore in campo, già qualificato in Champions tramite la NBL League. Secondo posto individuale per Simone Berizia.
Un’edizione resa unica anche dal nuovo software, capace di generare dati mai avuti prima, che saranno diffusi nei giorni successivi. Per la prima volta, l’evento si è svolto al Centro Sociale di Linguaglossa, grazie alla collaborazione di Andrea Cerra, dopo la chiusura storica dell’Altro Royal.