Aveva dato il suo addio l’anno scorso e, durante le pre-iscrizioni, aveva preferito non rilasciare dichiarazioni. Ora che la sua partecipazione è ufficiale, sollecitato dalla stampa, Simone Stagnitta ha scelto di chiarire il momento e fare il punto della situazione.
“Sono molto contento di poter prendere parte a questa edizione numero 16 della storia, la quindicesima per me – spiega –. Ho saltato un’edizione per motivi di forza maggiore, quando c’era l’emergenza Covid e non potevo spostarmi. L’anno scorso ho detto che non partecipo soltanto per fare numero, ma per vincere. La mia spedizione alla 24 Ore l’ho giudicata nel complesso un fallimento, e su questo non è cambiato nulla.”
Ciò che invece è cambiato è stato un confronto: “Un mese fa ho avuto una discussione costruttiva con Giancarlo Stagnitta, che ringrazio per aver fatto leva sugli elementi giusti per convincermi a iscrivermi a questa edizione. Si parte con presupposti positivi, pur sapendo delle difficoltà che questa competizione mi ha sempre riservato. Ho fatto bene e vinto tanto in altre competizioni, ma qui non ho mai brillato.”
Per Simone, l’obiettivo è chiaro: “La squadra è giusta e la speranza c’è. Non mi accontenterò di un secondo posto: dal secondo al quinto per me è la stessa cosa. Se ci sarà la possibilità, punteremo solo al primo.”
Uno sguardo anche al futuro: “Questa edizione la considero un’eccezione a uno strappo che avevo già contemplato: il ritiro. L’anno prossimo non ci sarò, e stavolta è sicuro al 100% per un impegno familiare. Proprio per questo voglio evitare rimpianti. Le porte non sono mai chiuse ermeticamente, ma la 24 Ore resta qualcosa di complicato per me sotto tanti punti di vista. Spero di potermi sbloccare e tornare un giorno col cuore leggero, perché questa competizione avrei voluto tanto vincerla. Quest’anno sono pronto a lottare e a sperare.”